domenica 25 maggio 2014

Sulla civiltà romana

Esercitazione per la lezione di martedì 27 maggio

Per aggiungere conoscenze sulla civiltà romana lavoriamo con le immagini: guarda e prendi appunti, in modo da poter ricordare le informazioni principali anche a distanza di tempo

sull'evoluzione della città di Roma, dalle origini all'eta' imperiale:
https://www.youtube.com/watch?v=3nW8MVWVjaI

sulle caratteristiche dell'esercito romano, importante strumento che ha consentito alla civiltà romana di espandersi su tutto il bacino del Mediterraneo:
https://www.youtube.com/watch?v=etsCoMclq0M

tutto il materiale sarà oggetto di chiarimenti se richiesto e di  interrogazione.

venerdì 16 maggio 2014

Esercizi in preparazione alla verifica di grammatica

Uso dei tempi verbali nelle narrazioni:

La narrazione di una storia puo' essere fatta al passato o al presente.
Se racconto al passato utilizzo di base o il passato prossimo o il passato remoto.

Se accanto agli eventi principali ne accadono altri mi comporto cosi':

1) GLI EVENTI CONTEMPORANEI AD UN ALTRO SONO ESPRESSI CON L'IMPERFETTO

ES.Mentre uscivo dalla sala , incontrai mio fratello

2) GLI EVENTI ANTERIORI AD UN PASSATO  SONO ESPRESSI AL TRAPASSATO PROSSIMO (O REMOTO)

ES. ...abbandonai tutto questo, che (prima)  avevo amato

3) GLI EVENTI POSTERIORI  AD UN PASSATO SONO ESPRESSI CON IL CONDIZIONALE

ES. Ci accordammo che (il giorno successivo) AVREI RICEVUTO del denaro da parte sua .

Ora prova ad applicare la regola:

1. Luisa ha detto che (VENIRE) dopo  2. Da piccola pensavo che (COMPRARE) una fattoria. 3. Mentre ANDARE in treno a Genova incontrai un vecchio amico 4. Appena smisi di parlare Luca INIZIARE a ridere sguaiatamente. 5. Dopo che l'elettricista STACCARE la corrente, riuscì a capire l'origine del guasto. 6. Quando RICONTROLLARE il tuo testo, dovrai consegnarlo.


1. il cam

Il Mediterraneo nell 'VIII secolo

Sulla nuova carta geografica, oltre agli elementi che abbiamo individuato a lezione, segna i fiumi Guadalquivir, Rodano, Reno, Danubio, Tevere, Elba  il territorio della Britannia, la citta' di cartagine, Massalia, le colonne d'Ercole, le merci che venivano prodotte e trasportate sul Mediterraneo : rame-piomboargento; Ferro; Avorio; ceramica greca; ambra; prodotti artigianali egizi,assiri; spezie e aromi

mercoledì 14 maggio 2014

ROMA : La leggenda delle origini

 Enea, Marte e la Lupa

Molte voci nel corso della storia si sono levate per cantare la sorte di Roma, dominatrice del mondo. Ma  la gloria di questa civiltà è offuscata  da una colpa ancestrale che affiora di tanto in tanto nella coscienza dell’uomo romano ed è legata alla nascita stessa del popolo dei Quiriti: il fondatore di Roma, Romolo, è frutto di uno stupro compiuto su di una vestale da uno sconosciuto fatto passare per il Dio Marte; inoltre alle origini della città ci sarebbe un fratricidio…

La leggenda racconta che i Latini siano in qualche modo discendenti di Enea, fuggito dalle ceneri di Troia con il padre Anchise e il figlio Ascanio -  chiamato poi Iulo -  approdato nel Lazio, dove si stabilì ed ebbe un’abbondante discendenza …
Ora,  alcune generazioni dopo, in una delle città fondate dalla sua discendenza, Albalonga,  accadde che il potere del  buon re Numitore fosse usurpato dal fratello malvagio Amulio. Questi imprigionò il fratello, uccise i figli maschi, costringendo l’unica figlia femmina a farsi Vestale, titolo che imponeva il voto di castità.
Rea Silvia - questo era il nome della ragazza - era una bella ed innocente fanciulla, che commise però il fatale errore di addormentarsi distesa sulla riva del fiume: la sua bellezza non passo’ inosservata e il dio Marte, che la vide, la fece sua.
Da questa unione nacquero due gemelli, Romolo e Remo.

Amulio, venuto a sapere del fatto, fece uccidere a bastonate Rea Silvia, colpevole di non aver osservato il voto di castità ed ordinò al suo servitore di ucciderne anche i figli. Ma quest’ultimo  si impietosì e li abbandonò in un cesto di vimini il balia delle acque del fiume Tevere….

La cesta si arenò in una secca, presso una pianta di fico (che i Romani chiameranno ficus ruminalis) ai piedi del colle Palatino. I due gemelli piangevano e il loro pianto giunse alle orecchie di una lupa scesa per abbeverarsi, che provvide a portare la cesta nella sua tana e a svezzare i piccoli con il suo latte, come se fossero i suoi cuccioli.



Successivamente Faustolo, un pastore di passaggio trovò i bambini, impietosito decise di portarsi a casa gli infanti, che qui trovarono una madre umana. Acca Larenzia. Romolo e Remo cos’ crebbero tra i pastori si distinsero per forza e coraggio, essendo figli  - anche se inconsapevoli -  del dio della guerra.
Venuti a sapere delle loro vere origini si recarono ad Albalonga, fecero piazza pulita di Amulio e restituirono il trono al nonno Numitore.
Fatto ciò i due fratelli decisero di tributarsi il giusto onore fondando una nuova città nel luogo del loro ritrovamento. A questo punto  ebbe occasione di manifestarsi la loro brama di potere, che non tollerava spartizioni con altri. Nacquero fra di loro i primi dissapori per la supremazia di quelle poche capanne che chiamavano città: ispirandosi ai rispettivi nomi , Romolo voleva chiamarla Roma, Remo invece Remuria… Inoltre i fratelli discordavano su chi dei due avrebbe tracciato il  solco sul quale sarebbero sorte le mura della città. Decisero di affidarsi alla sorte, cioè al volo degli uccelli. Si racconta che a Remo per primo apparvero come segno augurale sei avvoltoi, Romolo invece diceva di averne  visti  ben dodici avvoltoi roteanti sul suo capo: insomma i loro compagni li acclamarono entrambi re, uno pretendeva di aver diritto al trono per la priorità nel tempo, gli altri invece per il numero degli uccelli.  Fatto sta che Romolo si arrogò il diritto di tracciare il solco con l’aratro, giurando davanti agli dei che nessuno lo avrebbe mai oltrepassato senza il suo permesso. Lo oltrepassò il fratello Remo come atto di scherno verso Romolo, che secondo il giuramento uccise il fratello ed infuriato aggiunse : “ Cosi d’ora in poi perisca chiunque altro varcherà le mie mura”.

Così secondo il mito nacque Roma , nella primavera dell’anno 753 a.C. 

domenica 11 maggio 2014

In preparazione alla verifica di grammatica

Sull'aspetto del verbo
Sottolinea il predicato, specificandone l'aspetto (Puntuale, Iterativo Durativo)
1. Da bambina veronica faceva ogni giorno lunghe corse in bicicletta 2. Stavo fotografando il sito palafitticolo di Fiavè quando vidi per la prima volta una vipera palustre 3. Mentre nuotavamo mia cugina si è punta un dito  4. Mi metto la giacca e scendo.

Sull'uso dei tempi verbali del modo indicativo
Coniuga al tempo opportuno il verbo all'infinito, rispettando la consecutio temporum 
1. Appena la conferenza (TERMINARE passivo) i partecipanti lasciarono l'auditorium 2. Quando si accorse che (SBAGLIARE) chiese immediatamente scusa 3. Sapevo che (DIRE) una bugia prima ancora che lo ammettesse. 4. Mia sorella seppe per caso che il suo esame di biologia (SPOSTARE). 5. Da quando Luca (RITORNARE) a casa dopo una lunga degenza in ospedale, non era piu' lo stesso. 6. Ieri sera mentre (GUARDARE) la televisione (SUONARE) il campanello: (ANDARE) ad aprire la porta e (VEDERE) il mio vicino di casa che (VOLERE) in prestito un martello.

Coniuga il verbo al futuro semplice o anteriore
1. Maria mi (TELEFONARE) quando (ARRIVARE) a Torino. 2. Quando (FINIRE) i compiti, (POTERE) guardare la televisione 3. (GUIDARE) l'automobile solo se (PRENDERE) la patente

Passato prossimo o remoto ?
1. Nel 1999 gli aerei della NATO (BOMBARDARE)  la Serbia 2. Caravaggio, il grande pittore, dopo una vita tumultuosa e piena di traversie (MORIRE) a Porto Ercole nel 1610. 3. Dopo la morte di Alessandro magno (COMINCIARE) l'età dell'ellenismo 4.Silvia (COMINCIARE) da poco a frequentare l'università.

Congiuntivo o indicativo ?
1. Mio nonno ricorda che, essendo l'ultimo di undici figli era/fosse sempre al centro dell'attenzione. 2. Non ho mai avuto dubbi che tu sia stato/sei stato il mio migliore amico di gioventù. 3. Avrei voluto solo questo: che tu mi sei stato/mi fossi piu' vicino in un momento così delicato della mia vita.

Correggi la punteggiatura utilizzata là dove ritieni necessario

TRENTO. Non ci sarà, nessuno strascico penale dopo l'incidente sugli sci : in cui mercoledì hanno perso la vita due giovani al Passo del Tonale, il pm trentino, ha accertato che non ci sono state responsabilità dei gestori della pista; che era perfetta nè di terzi sciatori visto che i due erano praticamente soli; Si è pero' stimato che, entrambi viaggiavano, a 50 chilometri l'ora;